I MISTERI
DEL
CASTELLO D'UDOLFO

 
 

DI
ANNA RADCLIFFE

 
 

VOL. II

 
 

MILANO
Oreste Ferrario
Sotterranei Galleria Nuova, via Silvio Pellico, 6, scala n. 18
e Santa Margherita


La Camera misteriosa.
Cap. XXII


SOMMARIO

Capitolo XII

Capitolo XIII

Capitolo XIV

Capitolo XV

Capitolo XVI

Capitolo XVII

Capitolo XVIII

Capitolo XIX

Capitolo XX

Capitolo XXI


[5]

CAPITOLO XII

L'avarizia della zia d'Emilia cedè finalmente allasua vanità. Qualche splendido pranzo dato dallaClairval, e l'adulazione generale ond'essa era l'oggetto,aumentarono la premura della Cheron per assicurareuna parentela che l'avrebbe tanto illustrataa' propri occhi ed a quelli del mondo. Propose ilprossimo matrimonio di Emilia, ed offrì di assicurarnela dote, purchè la Clairval facesse altrettantopel nipote. Questa ponderò la proposta, e considerandoch'Emilia era la più prossima erede dellaCheron, l'accettò senza difficoltà. Emilia ignoravaqueste disposizioni, quando la zia l'avvertì di prepararsialle nozze che dovevano aver luogo senzaindugio. La fanciulla, sorpresa, non capiva il motivodi una sì istantanea conclusione, in verun modosollecitata da Valancourt. Ed infatti, non conoscendole convenzioni delle due zie, era ben lontano dallosperare una sì gran felicità. Emilia mostrò qualcheopposizione, ma la Cheron, sempre gelosa della suaautorità, insistè per il pronto matrimonio, collastessa veemenza, con cui ne aveva rigettate in principiole menome apparenze. Tutti gli scrupoli diEmilia svanirono, quando Valancourt, istruito alloradella sua felicità, venne a scongiurarla di confermargliene[6]la certezza.

Mentre si facevano i preparativi di queste nozze,Montoni diveniva l'amante dichiarato della Cheron.Ne fu malcontentissima la Clairval quando udì parlaredel loro imminente matrimonio, e voleva impedirequello di Valancourt con Emilia; ma la coscienzale rappresentò, che non aveva diritto dipunirli dei torti altrui. Sebbene donna del granmondo, era però meno famigliarizzata della suaamica col metodo di far dipendere la felicità dallafortuna e dagli omaggi ch'essa attira, anzichè dalproprio cuore.

Emilia osservò con ansietà l'ascendente acquistatoda Montoni sulla zia, come pure la maggior frequenzadelle sue visite. La sua opinione su questoItaliano era confermata da quella di Valancourt, ilquale aveva sempre esternato estrema avversioneper lui. Una mattina ch'essa lavorava nel padiglione,godendo della dolce frescura primaverile, Valancourtleggeva vicino a lei, e tratto tratto deponeva il libroper conversare. Fu avvisata che la

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