EDOARDO CALANDRA
LA FALCE
PUNIZIONE — L’ENIGMA
TORINO-ROMA
CASA EDITRICE NAZIONALE
Roux e Viarengo
1902
PROPRIETÀ LETTERARIA
(2457)
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Giuseppe si accostò in punta di piedi all’uscioche metteva nella stanza del padrone, estette in ascolto.
— Dorme — susurrò poi.
— Dorme? — disse Rocco Fea, ritto in mezzoall’anticamera, col cappello tra le mani. — Pazienza,aspetterò.
— Ve l’avevo detto — riprese il servitore. — Dopomezzogiorno dorme sempre un paiod’ore.
— Un paio d’ore? Oh povero me! Alloranon potrò ripartire che a sera... Un paio d’ore!Come si fa?...
— Zitto! Si muove, cammina... Sì, sì, cammina.Adesso posso picchiare.
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Ma in quella l’uscio si aprì.
— Cosa c’è? — domandò Roberto Duc, affacciandosiappena.
— C’è il suo fittaiuolo che vorrebbe parlarle — risposeGiuseppe. — Dice che ha fretta.
— Fretta no! — esclamò Rocco. — Non homai detto questo!
— Avanti! — interruppe Roberto, rientrandosubito ed avanzandosi verso la sua scrivania.
Rocco diede un’ultima pulita al cappello, unaultima occhiata agli scarponi inverosimilmentelucidi, e seguì il padrone.
Come furono di fronte, durarono un trattoa guardarsi, immobili e sorridenti: il signore,alto e ben formato, con il viso delicato e piacente,reso singolarmente espressivo dal contrastofra la capigliatura folta ma già brizzolata,e le sopracciglia e i baffi d’una nerezza corvina;il contadino, basso, tarchiato, con la facciatutta rasa ed abbronzata, mansueta insieme egioconda.
— Lei riposava, eh? — disse Rocco. — Edio, bestia, l’ho disturbata.
— M’ero appena appisolato — rispose Roberto,sedendo. — E così, tutti bene al Fortino?
— Tutti bene; il più malato sono io.
— E la campagna? Come va la campagna?
— È un po’ indietro, ma promette bene.
— Come vanno gli affari a Casaletto?
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— Non c’è malaccio. La gente mormora fortedel sindaco, ed anche un po’ del parroco. Cosesolite. Adesso le darò nuove di tutti.
E cominciò subito a parlare di quel che eraaccaduto nel paese in quegli ultimi mesi: iltale è morto, il tale altro ha preso moglie,quello ha una lite, quell’altro ha vinto unacausa...
Roberto lo ascoltava distrattamente, sfiorandosicon una mano la fronte e indicando conl’altra, a quando a quando, una seggiola. MaRocco, tutto infatuato nel suo discorso, non cibadava.
— Ma non hai camminato? — gli domandòil padrone, un po’ impazientito. — Non seistanco?
— Stanco? No, signore. Niente affatto. Manon gliel’ho ancor detto? Noialtri abbiamo licenziatoil procaccino e messa su carrozza.Sicuro! la carrozza da Casaletto a Bornengo,tutti i giorni; e passa proprio davanti al Fortino.Da Bornengo a Torino c’è il vapore, sicchèvede... Ma io le dico tante cose, e l